Cucina romana

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  • Nelle prime trattorie non esistevano frigoriferi in quantita’. La pasta veniva naturalmente consumata anche se non tanto quanto oggi. Veniva infatti realizzata in casa e stesa a mano: la vecchia ricetta prevedeva farina e acqua senza l’aggiunta di uovo per dare piu’ sapore alle materie prime : un bel piatto di Tonnarelli alla CARBONARA (A-C-G) o alla AMATRICIANA (A-G) erano comunque primi piatti già diffusi.

    Oggi oltre che nelle 2 classiche preparazioni ve li facciamo assaggiare in altre versioni: alla GRICIA (A-G) con guanciale di Amatrice, con FUNGHI PORCINI E SALSICCIA (A), la “mitica” CACIO E PEPE(A-G) : in alternativa ci rifacciamo anche ad una cucina che utilizza il “quinto quarto”, cioè interiora, frattaglie e in generale le parti meno nobili dell’animale e quindi alla VACCINARA (E-G-H-I) con la coda ,alla PAJATA (E-G-H-I) del vitellino da latte o del bue.

  • Anticamente, nel secolo scorso, esistevano principalmente i forni in ghisa che all’occorrenza, oltre per la cucina, venivano usati come riscaldamento nelle case… Oggi vi proponiamo, seppur in forni di ultima generazione, la preparazione di 4 carni che erano alla base di tutti i banchetti romani…

  • IL PETTO DI VITELLA ALLA FORNARA

    (E-G-H)

    E’ uno dei piatti più antichi della tradizione laziale: pensate che il nome del piatto si dice che s’ispiri alla celebre “Fornarina” di Raffaello, in cui viene ritratta la figlia di un panettiere di Trastevere, Margherita Luti, che a quel tempo fu la donna amata dal pittore. Un piatto povero, cucinato con una delle parti meno “nobili” della carne, ma che racchiude in sé sapori genuini ed essenziali e che fin dal primo morso vi faranno ricordare le ricette preparate dai nostri nonni, esattamente come una volta. Lo serviamo con la verdura ripassata in padella con ajo, olio e peperoncino.

  • ABBACCHIO ALLA ROMANA

    (E-G-H)

    Uno dei secondi piatti simbolo della tradizione gastronomica del Lazio, la ricetta dell’abbacchio alla romana è semplice e caratterizzata dall’aggiunta, alla fine della cottura dell’abbacchio in forno, della acciughe dissalate, diliscate e pestate. Un piatto protagonista delle grandi occasioni. Per chi non lo sapesse, l’abbacchio è l’agnello quando macellato ancora giovane. Un tempo questa espressione si usava solo in Lazio, ora è diffusa anche fuori dai confini della regione e indica un agnello giovane, di sole 5 o 6 settimane. La carne dell’ abbacchio è tenera,saporita e ricca di grassi. La carne di agnello evoca sempre qualcosa di tenero e morbido, e questa tenerezza è dovuta al fatto che l’agnello non ha compito l’anno di vita e si è alimentato solo di latte materno. Abbacchio deriva da ‘baculum’ ovvero bastone, a un baculum (a un palo diremmo ora) venivano assicurati gli agnellini perché non si smarrissero. Lo serviamo con patate al forno con rosmarino fresco.

  • LO STINCO DI MAIALE

    (E-G-H)

    Parliamo dello stinco, o meglio della storia dello stinco. Il piatto affascina da sempre i buongustai, chi ama sapori autentici e chi ricerca gli abbinamenti fra il cibo e la birra. Lo stinco di maiale è, infatti, una ricetta che si sposa alla perfezione con una buona birra, meglio se ambrata, rossa o nera perché la carne è saporita, priva di compromessi e quindi adatta ad essere esaltata da birre corpose. La storia dello stinco ci riporta per un momento al taglio di carne, sicuramente gustoso e facile da reperire. Si tratta della parte inferiore della zampa del maiale, che si trova immediatamente sotto alla coscia. Lo stinco è particolarmente ricco di tessuto connettivo e deve quindi essere cucinato a lungo per gelatinizzarlo e ottenere una resa perfetta al palato. Spesso pensiamo allo stinco come a una parte di carne molto grassa, ma in realtà non è così. Non si tratta certamente di un taglio magro come la tagliata, ma neanche così calorico, considerando che il grasso presente nello stinco si può separare facilmente e che le fasce di muscolo che lo compongono sono abbastanza magre. Lo serviamo con cipolle rosse caramellizzate.

  • L’ARROSTO DI MAIALE

    (E-G-H)

    All’antica romana: un’antica ricetta romana (circa del 70-40 aC.). Un arrosto dove non viene tagliata la cotica, ma solo la carne. È un po’ inusuale, ma ha davvero molto buon gusto. Qui la fa’ da padrone la marinatura con erbe selvatiche e vino che dona alla carne tenerezza e profumi inusuali… Lo serviamo con verdure al forno.

  • SALTIMBOCCA ALLA ROMANA

    (E-G-H)

    Piatto di antica tradizione, tuttavia a quale regione attribuire la paternità di questo gustoso secondo piatto di carne, diventato ormai patrimonio della nostra tradizione gastronomica, non è una faccenda facile: la grande maggioranza di scrittori e cultori della materia ne riconoscono la provenienza bresciana, salvo poi averne accettato l’adozione romana per la così prepotente ed esuberante diffusione che questa ricetta ha avuto su tutto il territorio capitolino. Dal loro debutto, che li ha visti per la prima volta cucinati nel Lombardo-Veneto – precisamente a Brescia – i saltimbocca, grazie alla loro semplicità così appetitosa e saporita, hanno ammaliato i gusti e le preferenze dei cuochi di tutta Italia. Del resto, lo spirito di questa ricetta si ritrova nel suo stesso nome, saltimbocca, quasi a voler rendere queste deliziose scaloppine una sorta di street food d’epoca, uno sfizio da gustare in un sol boccone.

  • LA PORCHETTA IGP DI ARICCIA CON PISTACCHIO

    (E-G-H)

    La Porchetta di Ariccia proviene da suini di sesso femminile la cui carne è notoriamente più magra e saporita. Si distingue per la carne sapida e di colore fra il bianco e il rosa, arricchita dall’uso sapiente del rosmarino, del pepe e dell’aglio. La croccantezza della crosta, che rappresenta una delle sue principali caratteristiche, è ottenuta attraverso un’adeguata cottura, rimanendo inalterata anche dopo svariati giorni dalla cottura . Noi ci siamo permessi di crearne una variante che speriamo incontrerà i vostri gusti.

  • ANTIPASTI

    (A-C-G)
  • DOLCI

    (A-C-G-H-I)

€ 15

ANTIPASTO & PRIMO

€ 20

ANTIPASTO & SECONDO

€ 25

ANTIPASTO, PRIMO
& SECONDO

€ 30

ANTIPASTO, PRIMO
& SECONDO E VINO ILLIMITATO

A Cereali contenenti glutine, grano
B Crostacei e prodotti a base di crostacei
C Uova e prodotti a base di uova
D Pesce e prodotti a base di pesce
E Arachidi e prodotti a base di arachidi
F Soia e prodotti a base di soia
G Latte e prodotti a base di latte incluso lattosio

H Cereali contenenti frutta a guscio
I Sedano e prodotti a base di sedano
L Senape e prodotti a base di senape
M Semi di sesamo e prodotti a base di semi di sesamo
N Anidrite solforosa e solfiti
O Lupini e prodotti a base di lupini
P Molluschi e prodotti a base di molluschi